STAZIONE COMO-CHIASSO E ALPTRANSIT: cosa facciamo a Sud di Lugano?

STAZIONE COMO-CHIASSO E ALPTRANSIT: cosa facciamo a Sud di Lugano?

Roberta Pantani | 01/09/2019

Pubblicato in Il Mattino della domenica

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Completare AlpTransit a sud del Ticino è una priorità. Lo diciamo da sempre: per attuare il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, la trasversale alpina deve essere completata da confine a confine, e quindi sull’asse nord-sud Basilea-Chiasso (oltre che sull’asse est-ovest lago Lemano-lago Bodanico). Oggi quest’opera si ferma a Lugano, tagliando di fatto fuori Chiasso e tutto il Mendrisiotto, regione che non può (e non vuole!) permettersi di rimanere esclusa dai giochi che contano. Così non va. Ancora una volta Berna dimostra di non conoscere i confini della Svizzera. O di conoscerli solo quando fa comodo. Nonostante qualche timida e alquanto sporadica intenzione di riaprire il dialogo lanciata dalla consigliera federale Sommaruga, stando ai piani iniziali del completamento a sud del ponte diga di Melide non se ne parlerebbe prima del 2040-2050. Che senso avrebbe lasciare un’opera come AlpTransit monca per decenni? In tutto questo c’è una sola certezza: questo ritardo nuocerebbe all’economicità della tratta e causerebbe un’irreparabile perdita di attrattiva e possibilità di sviluppo. Queste motivazioni, più che mai attuali e assolutamente condivisibili se si vuole pensare al Ticino di domani, hanno accompagnato le oltre diecimila firme raccolte in Ticino dall’Associazione Pro San Gottardo Ferrovia d’Europa, con la richiesta di anticipare al 2030-2035 la progettazione e il completamento delle opere di AlpTransit verso Chiasso. Non si può più aspettare: bisogna mettersi al lavoro, e anche in fretta, perché di tempo se ne è già perso troppo. Non possiamo accontentarci dell’apertura, nel 2016, della galleria ferroviaria di base del San Gottardo e di quella del Ceneri (prevista l’anno prossimo). Due successi importantissimi, forse anche impensabili fino a qualche decennio fa, ma che non garantiscono la completezza dell’opera e non devono mettere la parola fine agli investimenti ferroviari in Canton Ticino. La Deputazione ticinese a Berna ha sostenuto, e continua a sostenere, l’Associazione Pro San Gottardo, portando avanti a livello parlamentari i suoi postulati.

Un segnale di apertura lanciato da Sommaruga nei mesi scorsi mi ha portato a interpellare il Consiglio federale in merito alla possibilità di creare una stazione comune Chiasso-Como, ovvero le due attuali “grandi escluse” dal completamento a sud di AlpTransit. Un tema di cui sento parlare dagli inizi della mia carriera di municipale a Chiasso, ovvero da 16 anni e il tema era già sul tavolo qualche anno prima. Nei giorni scorsi è arrivata la risposta, prevedibilmente negativa: questo tipo di intervento non rientra nelle strategie di sviluppo future delle Ferrovie federali svizzere, che non hanno di conseguenza in programma nessuno studio in merito alla creazione di una stazione comune. Con un investimento di 245 milioni, le FFS stanno ampliando e ammodernando l’impianto di binari e marciapiedi della stazione di Chiasso con, sottolinea il CF nella sua risposta, “importanti benefici a medio e lungo termine sia per la clientela del traffico merci sia per quella del traffico passeggeri”.

I lavori stanno restituendo una stazione al passo coi tempi. Ma se vogliamo che Chiasso abbia di nuovo una stazione degna di tale nome, non possiamo accontentarci di nuovi impianti e nuovi marciapiedi anche perché in ottica futura i nuovi collegamenti internazionali potrebbero non più fermarsi a Chiasso. Chiasso è cresciuta con la stazione internazionale, i collegamenti ferroviari sono la base per lo sviluppo di una regione. Dall’altra parte del confine invece siamo confrontati quotidianamente con ritardi, soppressioni e materiale rotabile antiquato che non fanno altro che creare disagio e malumori, anche sul nostro territorio e con l’utenza che ne sopporta le conseguenze. Il CF nella sua risposta ha ricordato che tocca al Cantone muoversi in materia di infrastruttura ferroviaria. Contatti con gli uffici preposti ci sono già stati – checché ne dicano quelli che mi hanno augurato “buona domenica”- ma la ripresa del tema deve partire dal basso: da Chiasso e Como. Difficile dal punto di vista politico e istituzionale, ma non impossibile. A vantaggio di tutto l’agglomerato urbano delle due città. Proviamoci o vogliamo ancora una volta… perdere il treno?

#pervoiaberna

Roberta Pantani
Consigliera nazionale
Lista n. 8
Candidata n. 1

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