Settimana calda ai… confini

Settimana calda ai… confini

Roberta Pantani | 23/06/2019

Pubblicato in Il Mattino della domenica

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È stata una settimana cruciale per la mia mozione chiedente la chiusura dei valichi minori durante le ore notturne. Visto i mal di pancia che sta creando, questa storia infinita che ha quale unico obiettivo il miglioramento della sicurezza nelle zone di confine avrà ancora molti capitoli da scrivere. Come promesso, non ho nessuna intenzione di mollare la presa, per cui durante la sessione ho inoltrato una nuova interpellanza al Consiglio federale volta a sapere come intende agire in futuro. Il Mendrisiotto e tutto il Ticino hanno bisogno di risposte concrete, e su questo non ci piove. La mozione è ancora in vigore, cosa aspettiamo ad applicarla? Vogliamo farci intimorire dagli esponenti del PD italico che si rivolgono a Roma o dalle parole del municipale PS di Vacallo che sostiene che – ahimé – non sono la “regina delle terre di confine”? Nossignori!

Ma facciamo un passo indietro perché, come detto, questa settimana se ne sono sentite di ogni e un po’ di chiarezza è più che mai opportuna. Piaccia o meno, ma la mia mozione è ancora in essere: contrariamente al Nazionale – o meglio al triciclo Plr-Ppd (fatta eccezione per i due colleghi ticinesi)-Ps – gli Stati hanno deciso di non archiviarla. L’eco di quanto successo in particolare nel Mendrisiotto, e mi riferisco agli ormai tristemente noti furti con l’esplosivo ai bancomat, è arrivato anche a Berna. Per questo, lo ribadisco per l’ennesima volta, le barriere da abbassare in caso di necessità e la videosorvegliaza ai valichi non sono misure concrete.Occorre agire: tra le ipotesi che ho formulato al Consiglio federale ci sono la reintroduzione della chiusura notturna con un secondo periodo di prova più lungo dei sei mesi già sperimentati e il coinvolgimento di più valichi minori, oppure la chiusura a tempo indeterminato di un valico, preferibilmente del Mendrisiotto, per effettuare tutte le misurazioni e i controlli del caso. Non dimentichiamoci nemmeno che la Svizzera è grande e situazioni analoghe, di cui ho chiesto lumi, potrebbero essersi presentate anche a Ginevra o Basilea.

Torniamo alla nostra realtà che, seppur piccola, sta facendo venire i sudori freddi soprattutto al di là del confine. Al punto che tale Alessandro Alfieri, capogruppo del PD della commissione esteri del Senato italiano, ha addirittura pensato di scomodare il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Enzo Moavero per sapere come intendono intervenire contro questi svizzeri cattivi che vogliono chiudere le frontiere di notte per danneggiare i frontalieri e le comunità di frontiera… che sacrilegio! Mi sembra proprio che il signor Alfieri non conosca molto bene la situazione… Come è chiaro dal 2014, anno in cui ho presentato la mozione, la chiusura dei valichi secondari tra le 22 e le 5 è una misura che in primo luogo va verso una maggiore sicurezza degli abitanti sui due versanti della zona di confine. Durante queste fasce orarie, restano a disposizione di chiunque, quindi anche dei frontalieri, i valichi principali, aperti e transitabili 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Al Senatore va inoltre ricordato un fatto non proprio secondario: prima dell’adesione della Svizzera al trattato di Schengen, i valichi secondari erano chiusi durante la notte (e pure a orari diversi) e per i frontalieri non ci sono mai stati problemi! Chissà come mai è sempre e solo la Svizzera a calare le braghe: dopo il periodo di prova di sei mesi, la chiusura sperimentale di tre valichi secondari non è stata confermata per non compromettere i rapporti con l’Italia. La stessa Italia che ha deciso autonomamente la chiusura serale del valico di Pizzamiglio-Maslianico. Eppure mi sembra proprio che questo valico venga utilizzato anche dai frontalieri. Gli stessi che, trovandosi confrontati con la chiusura anticipata dello stesso alle 20 (invece che alle 21), sono riusciti a far cambiare idea all’Agenzie delle dogane.

E qui arriva l’ultima perla: dalle colonne della Provincia il municipale PS di Vacallo (intervistato a che pro?) dichiara che il Comune di Vacallo è stato avvisato di questa decisione e che io non sono la “regina delle terre di confine” tanto da meritarmi una comunicazione diretta. Può anche andarmi bene, ma fino a un certo punto. Anche in questo caso sembra proprio che il tema non sia chiaro: che la dogana di Maslianico chiuda a me va più che bene. Il problema sono gli altri valichi secondari che, secondo l’Italia, non si possono chiudere perché si violerebbe il trattato di Schengen. La chiusura di Pizzamiglio è assodata e nota. Ma per gli altri vogliamo ancora una volta inchinarci alla volontà altrui? Un’ultima osservazione in chiusura: mi fa piacere sapere che Vacallo sia stato avvisato dell’anticipo dell’orario di chiusura. Nel Mendrisiotto vengono tenute delle riunioni intercomunali: il passaggio dell’informazione sarebbe stato quantomeno opportuno. Se questi sono i presupposti per riprendere il discorso aggregativo, proprio non ci siamo!

Roberta Pantani
Consigliera nazionale
Vicesindaco di Chiasso

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