Inciuci d’interessi

Inciuci d’interessi

Roberta Pantani | 07/07/2019

Pubblicato in Il Mattino della domenica

opinioni

Possono due partiti che si sono detestati fino all’altro ieri unire le forze e intraprendere un percorso comune? Evidentemente in questo Cantone tutto è possibile. La possibile unione tra PLR e PPD in vista delle prossime elezioni federali del 20 ottobre è stato il tema della settimana. Fermo e restando che dobbiamo guardare solo in casa nostra, l’appello è fin da subito quello di unire le forze e sostenere i candidati leghisti in lista per un seggio a Berna, al Nazionale come agli Stati. Vale per ogni elezione, ma ora come non mai è assolutamente vietato disperdere voti. Perché questo matrimonio d’interesse ha un unico scopo: mantenere ben salde le quattro cadreghe dei partiti di centro. Non ci sono altre spiegazioni per questa unione. Abbiamo letto che non si tratta né di una fusione né di un matrimonio, ma di una congiunzione incentrata su contenuti politici per riunire il centro in vista dell’appuntamento con le urne. La nostra congiunzione con l’UDC in particolare, ma anche l’ammucchiata rosso-verde a sinistra, crea evidentemente qualche timore. Perché quindi non dimenticare le diversità e le divisioni del passato e partire tutti insieme appassionatamente verso questa avventura?
Quello che potrebbe accadere in Ticino – toccherà ai rispettivi comitati cantonali ratificare questa ipotesi di congiunzione – non è niente di nuovo e porta sempre alla solita conclusione: il mantenimento dei cadreghini. L’esempio più lampante è quello calato nel 2015 nel Canton Lucerna, dove la rivalità tra PPD e PLR è storica. Eppure, quattro anni fa, proprio come accadrà da noi in ottobre, l’alleanza è stata portata avanti con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’avanzata dell’UDC.
Nel resto della Svizzera non si ha paura di dire che quella del mettersi insieme è una tattica per fermare gli avversari, siano essi di destra o di sinistra. È avvenuto anche nei Grigioni (dove il tentativo di lasciare a casa Martullo Blocher è miseramente fallito e probabilmente fallirà anche quest’anno). In Ticino no. In Ticino la si vende come la volontà di trovare temi da portare avanti insieme sul piano federale! Viene da chiedersi quali, visto che su quelli che interessano in modo particolare il nostro Cantone – come il frontalierato, il mercato del lavoro o il traffico – i pareri sono già concordi. E lo sono anche su un tema che sta particolarmente a cuore al nostro movimento, ovvero i rapporti con l’Unione Europea. Sia da una parte che dall’altra è già stata data la disponibilità a siglare il deleterio accordo quadro, con dichiarazioni urbi et orbi. Vuoi vedere che uno degli obiettivi di questa sinergia sarà svendere ancora prima la Svizzera a Bruxelles? Oppure spalancare qualche frontiera in più visto che oggi siamo “troppo” chiusi? Pensateci bene prima di disperdere voti – assolutamente vietato! – il prossimo mese di ottobre.

#votalegaoleuropatifrega!

Roberta Pantani

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