Pro Ticino

Pro Ticino

Discorso

Egregio Signor Sindaco e collega in Consiglio Nazionale,
Cari amici e care amiche ticinesi,

Buongiorno a tutti!

Sono molto felice ed onorata di poter essere qui tra voi oggi e di poter portare i saluti della Deputazione ticinese, di cui scuso l’assenza del Presidente Giovanni Merlini.

L’invito a questo evento, per il quale vi ringrazio di cuore, ha fatto nascere in me una certa curiosità. Pro Ticino è un’associazione conosciuta ed è risaputo che ci sono molto ticinesi che vivono, anche da più generazioni, in altri Cantoni svizzeri. Ma cosa vuol dire veramente per un ticinese, vivere “in dentro”, come diciamo noi?
Lingua e cultura sono due aspetti strettamente legati tra di loro, volenti o nolenti romandi, ticinesi e svizzeri tedeschi provengono da tre regioni culturalmente diverse. Abbiamo valori e tradizioni in comune, ma basta sedersi in un bar per capire che veniamo da culture diverse. Appena varcato il Gottardo, che ora potremo superare più velocemente…, ci sentiamo subito estranei, stranieri nella propria nazione. Gli svizzeri tedeschi ci trattano un po’ come dei frutti esotici, dolci, rari e difficili da capire, mentre i romandi ci guardano dubbiosi e magari anche con un po’ di invidia.

Sono sicura che a tutti voi è stato chiesto, ma cosa ci fai qui che in Ticino è così bello e c’è sempre il sole?! Il Ticino è sole, vino e buon cibo. Il nostro cantone mischia al meglio il flair mediterraneo e l’operosità svizzera. Credo che la sfida più grande per i ticinesi che vivono oltralpe sia proprio ricostruire questo equilibrio in una realtà diversa.

La storia degli emigranti ticinesi mi ha fatto riflettere su più punti, da più secoli i ticinesi emigrano oltre Gottardo in cerca di nuove opportunità. Ma era più difficile partire cent’anni fa, senza restare giornalmente in contatto con amici e famiglia via facebook e telefono, avendo un lungo tragitto di ritorno, meno globalizzazione e meno mezzi ausiliari per studiare la lingua? O era più facile quando il mondo era meno dinamico e instabile, ognuno aveva radici ben piantate e le nuove opportunità erano ancora tutte da scoprire?

Beh, io non sono riuscita a darmi una risposta, probabilmente come spesso accade, tutte e due le situazioni hanno i loro pro e contro. Forse la cosa più difficile, adesso come allora, è riuscire a capire dove sia “casa” e dove si voglia restare. Già perché si parla sempre del partire, ma diciamocelo, anche tornare può essere complicato. Infatti ci ritroviamo oggi qui a Soletta, nessuno di voi ha ancora trovato e forse nemmeno lo cerca, un motivo valido per tornare in Ticino. Soletta una città bellissima, regina del barocco svizzero, che vive forse nell’ombra delle grandi città, magari un po’ sottovalutata ma con un potenziale turistico e economico straordinario. Un po’ come noi ticinesi, quindi.

Infatti, per quanto io apprezzi moltissimo varie regioni della Svizzera, ricche di bellezze naturali o patrimoni culturali, e per quanto io ami viaggiare – e per questo mi sento moltissimo una cittadina del mondo a tutti i livelli, non ho problemi di adattamento – ogni volta che rientro a casa mi meraviglio di quanto sia bello il nostro Paese e il nostro Cantone. Non riesco ad immaginarmi posto più bello. Ammiro il coraggio di tutti voi, che, ognuno per i suoi motivi personali, ha preso armi e bagagli per trasferirsi da qualche parte oltre Gottardo.

Stimo tutti voi che avete esportato la solarità ticinese anche negli angoli più nebbiosi della nostra amata patria.
Questa solarità, tanto apprezzata fuori dai nostri confini è venuta un po’ a mancare negli ultimi anni, il nostro cantone ha molti problemi da affrontare e per i ticinesi non sono momenti facili. Spero che chi decide di partire, lo faccia spinto dalle proprie passioni, dai propri interessi, dall’amore o dalla voglia di avventura e non dalla disperazione, che spero non sia stata la ragione di nessuno di voi. Ma qualsiasi sia stata la ragione che vi ha spinto a fare di un altro Cantone svizzero la vostra dimora, o addirittura di un altro Paese, di un’altra Nazione, è bello vedere come le origini comuni vengano celebrate e come le nostre tradizioni semplici e genuine riescano ancora a tenere unite persone e generazioni diverse.

Pro Ticino non è solo importante per i ticinesi espatriati, ma lo è per la promozione del Ticino in generale. Purtroppo il multilinguismo e culturalismo all’interno della Svizzera viene troppo spesso decantato soltanto a parole, ma poi di fatto il nostro territorio e i nostri concittadini vengono comunque discriminati. In questo senso c’è ancora molto margine di miglioramento, a livello politico e istituzionale, ma anche in ambito privato. Dobbiamo essere i primi ad autopromuoverci.
Il detto: “Siamo pochi, ma ci siamo!”, nella sua banalità, racchiude il significato dell’essere ticinese, una minoranza che conta e vuole farsi sentire!
Grazie a Pro Ticino e a tutti voi per il sostegno!

Auguro a tutti voi una buona continuazione del pomeriggio e mi scuserete se vi lascio in anticipo rispetto al vostro programma.. ma il Ticino è lontano e le code al Gottardo incombono…

Grazie a tutti!

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