Hotellerie Suisse

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Discorso

Roberta Pantani Consigliera nazionale 1 Gentili… Egregi… Onorevoli… Buongiorno a tutti, è un piacere e un onore poter essere qui oggi a questo incontro con rappresentanti di un settore così importante per il nostro Cantone. Settore che purtroppo non si trova certo in una situazione facile, situazione che però può essere letta in chiave ottimista e vista dunque come uno sprone verso una maggiore imprenditorialità. Cosa che di fatto il settore alberghiero e in generale il turismo svizzero si è dimostrato in grado di fare. Infatti sono ormai passati due anni e mezzo dal 15 gennaio 2015, quando la Banca nazionale svizzera abolì il tasso di cambio minimo di 1.20 franchi per un euro e dalle previsioni apocalittiche per ciò che avrebbe causato all’economia svizzera e in particolare al turismo. Invece nel 2016 proprio il Ticino è stata la regione a registrare il miglior andamento turistico, in controtendenza con i risultati nel resto del Paese. Per questi risultati mi congratulo con voi, ma come ho già detto a più riprese a suo tempo, non bisogna dormire sugli allori gongolandosi per i risultati positivi raccolti. Da sottolineare è sicuramente il fatto che il numero di turisti svizzeri che scelgono di passare le vacanze in Patria è aumentato e proprio dall’interno arriva la fetta più grande di turisti. Si potrebbe dire che la qualità ha il suo prezzo e gli svizzeri lo sanno bene. Ciò nonostante la Svizzera purtroppo perde costantemente quote di mercato in confronto a quelle del turismo mondiale. Anche perché, malgrado l’aumento del numero di clienti, diminuiscono i Roberta Pantani Consigliera nazionale 2 pernottamenti, perché i turisti restano per periodi più brevi, perché non ci sono soldi, insomma per tante ragioni.. Il settore però si è dimostrato reattivo e capace, ma non facciamoci illusioni perché il momento congiunturale negativo non cesserà. Forse nel prossimo futuro non si riuscirà a raggiungere le cifre record registrate negli anni 80 dello scorso secolo, ma con innovazione e soprattutto con passione e dedizione si potranno registrare risultati positivi come quelli del 2016. Non ci troviamo di fronte solo a sfide economico-sociali, anche a sfide politiche, perché è giusto e doveroso che anche la politica faccia la sua parte e sostenga il settore. Siamo riusciti ad evitare che il nostro Cantone venisse isolato per almeno tre anni grazie all’approvazione del secondo tunnel autostradale del San Gottardo. Alptransit dopo 20 anni di lavori e oltre 20 miliardi di spesa, è da dicembre scorso una realtà che ci avvicina straordinariamente al resto della Svizzera. Nella scorsa sessione straordinaria, il Consiglio nazionale ha deciso che il tasso preferenziale IVA (3,8%) di cui beneficia il settore alberghiero svizzero deve essere prorogato illimitatamente e appoggia dunque l’ancoraggio definitivo nella legge dell’aliquota speciale IVA per prestazioni di alloggio. Ora toccherà al Consiglio degli Stati esprimersi. Altra battaglia in corso è quella che si deciderà definitivamente il prossimo 21 maggio, quando saremo chiamati alle urne per decidere della legge sull’energia, parte della strategia energetica 2050. Non mi dilungo su questo punto, anche se potrei parlare per ore delle conseguenze negative che creerebbe in particolare alle famiglie, alle piccole medie imprese e proprio al settore turistico, l’applicazione di questa legge che rappresenta tutto il contrario di ciò che serve ora all’economia elvetica. Roberta Pantani Consigliera nazionale 3 Insomma, poco alla volta, con tempi lunghi in contrasto con quelli dell’economia, anche la politica cerca di dare il proprio contributo. Il turismo è un settore fragile sempre appeso ad un filo, in particolare in una regione come il Ticino dove si dipende da variabili imprevedibili come la meteo e da altre incontrollabili come la profonda crisi nella quale si trova l’Europa e in particolare la vicina penisola. Poi ci sono gli attacchi terroristici, i trend e… e l’offerta. Ed è questa l’unica cosa sulla quale si può e si deve agire. Io sono fiduciosa, sono assolutamente convinta che con l’impegno e l’ingegnosità che hanno dato i loro frutti lo scorso anno il settore turistico ticinese sia sulla buona strada, oserei quasi dire che la crisi ha dato una svolta ad un mercato un po’ stagnante che viveva sulla scia dei tempi passati senza capire bene il presente. Termino la mia riflessione congratulandomi nuovamente per i risultati raggiunti e, cosciente dei tempi che corrono, incoraggio tutto il settore a mantenersi sulla strada della dinamicità e dell’imprenditorialità intrapresa con successo.

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