Fonoteca Lugano

Fonoteca Lugano

Discorso

Gentile signora Direttrice della Biblioteca nazionale, Egregio signor Direttore della Fonoteca nazionale, Egregio Signor Presidente del Consiglio di Stato Egregio signor Municipale di Lugano, Gentili Signore, egregi Signori,

La prima cosa che facciamo quando nasciamo è emettere
un suono. Quel suono è vita e i dottori e le mamme lo sanno
molto bene.
È nella familiarità dei suoni della voce che i bambini
riconoscono i loro genitori, i loro affetti e gli amici. I suoni ci
permettono di comunicare con il mondo ed il mondo ci
comunica attraverso suoni, che siano voci o
accompagnamenti musicali.
Da quando ci alziamo la mattina a quando ci
addormentiamo la sera, le nostre orecchie sono
continuamente messe sotto pressione da suoni durante la
giornata.

Suoni familiari che ci danno tranquillità, come il fischio della
caffettiera al mattino, o i suoni legati al mondo del lavoro,
dal ticchettio delle nostre dita sulle tastiere del computer, al
martello pneumatico di un cantiere in strada.
I suoni ci legano a dei ricordi ben distinti, tutti noi ricordiamo
la felicità del suono della campanella scolastica per la
ricreazione o la prima volta che abbiamo messo in moto
l’automobile.
Ognuno di noi possiede e vive nei propri suoni.
Da sempre, l’ essere umano prova a catturare e conservare
le emozioni date da questi suoni o a crearne degli altri,
componendo musica e abbinandola a voci.
Essendo parte del nostro quotidiano, i suoni possiedono
quindi un’importanza storico-culturale e da qui nasce la
decisione della Biblioteca nazionale di dedicare loro , 30
anni fa, un reparto esclusivo.

Nonostante non sembri tanto tempo, pensiamo a quanto sia
cambiata la tecnica e la percezione nell’ambito della
radiofonia. Discorsi, musica e radio sono ora disponibili per
tutti, ovunque e in maniera illimitata.
Il ruolo di una fonoteca è quindi doppiamente importante,
perché non solo custodisce solo un patrimonio storico, ma
permette di mostrare alla società, e soprattutto ai giovani, la
quantità e la qualità del patrimonio sonoro della nostra
nazione.
Chi non è di questa generazione tecnologica sa bene che
non è sempre stato ovvio poter registrare un compositore o
un politico e né tantomeno riuscire a salvaguardare e
custodire tali registrazioni.
Quante volte i miei figli mi han guardato sbalorditi con in
mano una mia cassetta registrata, “ma mamma, ma
questa?!”
Il fatto che la Fonoteca nazionale abbia sede a Lugano è
motivo di orgoglio e sottolinea la parte culturale e artistica
del federalismo, che per fortuna non è solo un concetto
politico, ma ha un valore intrinseco.

Nella cultura svizzera confluiscono le essenze di tre diverse
zone linguistiche. Questa identità eterogenea si riflette nelle
opere ed é dunque di vitale importanza, per noi
naturalmente, ma anche per la ricchezza intellettuale
nazionale, che una parte dell’archivio appartenente alla
Biblioteca nazionale si trovi su suolo italofono.
Tanti auguri di buon compleanno quindi, alla nostra
fonoteca e non dico Arrivederci fra trent’anni, bensì
A risentirci!

Vi ringrazio per l’attenzione.

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