Chiusura notturna dei valichi secondari: la storia infinita

Chiusura notturna dei valichi secondari: la storia infinita

Roberta Pantani | 17/05/2019

Pubblicato in tio.ch e ticinonews.ch

opinioni

Che tempismo! Nella settimana in cui da più parti viene invocata a gran voce la reintroduzione della chiusura notturna dei valichi minori nel Mendrisiotto, da Berna arriva una richiesta che non può che farci sobbalzare sulla sedia. La maggioranza della commissione della sicurezza del Nazionale ha proposto lo stralcio della mozione che ho presentato nel 2014 e che chiedeva, appunto, la chiusura notturna dei valichi minori in Ticino. Il motivo? La richiesta sarebbe stata messa in atto… A dirlo naturalmente è stato il Consiglio federale che ha ritenuto che la misura sperimentata per 6 mesi nel 2017 ha avuto un impatto debole sulla criminalità transfrontaliera. Il ‘contentino’ dato è stato quello di dotare i posti di confine secondari con barriere che potranno essere abbassate in caso di necessità, per esempio in caso di una ricerca organizzata della Polizia, e la posa di cartelli che segnalano agli automobilisti di essere videosorvegliati. Due interventi che sembrano diametralmente opposti alla mia richiesta…

Pur non avendo mai perso la sua importanza, la mia mozione è tornata all’ordine del giorno in questi giorni. E più precisamente dopo il bancomat fatto saltare in aria sabato scorso a Stabio. Nel 2014 a preoccupare era in particolare l’importante aumento di furti nelle abitazioni. Se oggi questa fattispecie sembra essere diminuita – lo indicano le statistiche della polizia – il passo avanti fatto da questi criminali che non si fanno scrupoli nell’utilizzare esplosivo a pochi metri dalle case non può che far calare drasticamente la percezione soggettiva della sicurezza della popolazione.

Oggi più che mai dobbiamo essere tutti uniti e chiedere a gran voce a Berna di ripristinare la chiusura notturna dei valichi minori. E non solo quelli della fase test del 2017 – Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga – ma tutti quelli del Sottoceneri, se non addirittura del territorio ticinese. Lo ha chiesto la minoranza della Commissione della sicurezza del Nazionale, i colleghi dell’Udc, che si sono opposti allo stralcio della mozione, sostenendo a giusta ragione che la richiesta sia ancora da attuare. Lo hanno chiesto i deputati al Gran Consiglio della Lega dei Ticinesi con una proposta di risoluzione elaborata da Massimiliano Robbiani con la quale il Consiglio federale viene sollecitato a “introdurre definitivamente e a tempo indeterminato la chiusura di tutti i valichi secondari del Sottoceneri e in particolare del Mendrisiotto durante le ore notturne” spiegando che “il Ticino chiede nuovamente” questa chiusura perché l’esperimento del 2017 “avesse evitato una sola rapina, già sarebbe un risultato positivo”. E lo hanno chiesto oggi pure i deputati Ppd del Mendrisiotto con una mozione nella quale sollecitano il Consiglio di Stato a “farsi parte attiva con le autorità federali, affinché si possa rivedere la decisione di non presidiare, rispettivamente di non chiudere durante gli orari notturni, i valichi secondari e che si provveda a proteggere adeguatamente i nostri confini”. Ora la palla passa semplicemente nel campo del Consiglio degli Stati: se uno dei nostri due Senatori ticinesi avesse il coraggio di schierarsi contro lo stralcio dal ruolo della mia mozione, ecco che probabilmente la vicenda prenderebbe un’altra piega. D’altronde oggi le rapine ai bancomat sono sotto gli occhi di tutti, quindi anche i loro, e nessuno può e deve rimanere indifferente.

Tra le motivazioni del Consiglio federale in merito alla decisione di non continuare con il progetto pilota delle chiusure notturne, c’era anche la volontà di non compromettere la buona collaborazione tra Svizzera e Italia nell’ambito della sicurezza dei confini e della migrazione. Peccato che, fregandosene come al solito dei rapporti internazionali, l’Italia unilateralmente settimana scorsa ha deciso di anticipare l’orario di CHIUSURA serale del valico di Pizzamiglio!!! Alla faccia della collaborazione e un’ulteriore dimostrazione che l’Accordo di Schengen vale come il due di picche a briscola e che il suo valore viene sbandierato solo alla bisogna.

Rimaniamo alla realtà: i furti ai bancomat sono stati commessi: nella fascia di confine durante le ore notturne, con possibilità di fuga indisturbata da valichi minori incustoditi – che verrebbero ‘chiusi’ con le barriere solo una volta scattato l’allarme, quindi a fuga dei malviventi già avvenuta – o dal confine verde. I dati sono lì da vedere. Per questo il Ticino deve unire le forze: la sicurezza è un bene che va al di là degli steccati politici!

Roberta Pantani
Consigliera nazionale

Scroll to top