Chiasso è un paese per vecchi ma non è per forza un male

Chiasso è un paese per vecchi ma non è per forza un male

John Robbiani | 06/03/2020

Pubblicato in Corriere del Ticino

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COTTI IN 15 MINUTI / Sindaco e vicesindaco discutono dei problemi della cittadina, dal traffico alla diminuzione della popolazione Arrigoni: «È un peccato, ma tante erano residenze fittizie» – Pantani: «Almeno, grazie ai servizi, siamo attrattivi per gli anziani»

C’era un tempo in cui si annunciava in pompa magna che presto Chiasso avrebbe superato quota 10.000 abitanti. Ma nel 2019 la popolazione è scesa di altre 240 unità (ne ha perse 500 dal 2016 ad oggi), attestandosi a 7.874. Che succede a Chiasso? È in corso una fuga dalla cittadina di confine? È anche e soprattutto di questo che abbiamo parlato, in questa seconda puntata chiassese di «Cotti in 15 minuti» – i nostri dibattiti elettorali – con il sindaco Bruno Arrigoni (PLR) e la vicesindaca Roberta Pantani (Lega-UDC). «Parafrasando i fratelli Coen – ha risposto Pantani – direi che Chiasso è un paese per vecchi, ma in positivo. Purtroppo sono stati persi degli abitanti, ma Chiasso resta un punto di riferimento per la popolazione un po’ più anziana, che tende a una certa età a spostarsi in centro perché ci sono più servizi». Un dato, quello relativo alla popolazione, che dunque non spaventa la politica leghista. Di parere diverso il sindaco. «Di sicuro non è un dato positivo, ma c’è anche un’altra spiegazione: sono stati fatti maggiori controlli sulle residenze fittizie. A nostro sfavore in ogni caso gioca il traffico. Ci sono giovani che trovano lavoro a Lugano o a Bellinzona e che, per evitare le ore in colonna, si trasferiscono».

Quel Corso che si svuota

Ma per essere più attrattivi l’ente pubblico può fare qualcosa? Colpisce per esempio vedere come Corso San Gottardo – che dovrebbe essere il cuore del Basso Mendrisiotto – si svuoti appena chiudono gli uffici (con alcuni negozi e ristoranti che il sabato non aprono). «Tutte le città soffrono un po’ – sottolinea Arrigoni – anche se è chiaro che durante il giorno c’è vita, i ristoranti sono pieni, e poi di sera il centro si svuota. Questo anche perché la maggior parte di chi lavora a Chiasso vive nei comuni limitrofi o in Italia. Il Comune organizza manifestazioni che riscuotono successo, ma è chiaro che non può mettere in piedi eventi tutti i weekend». Per Pantani la situazione è anche una conseguenza di quel che si diceva prima. «La sera escono soprattutto i giovani, non di certo le persone che hanno una certa età. È vero che quando si organizzano manifestazioni importanti il riscontro di pubblico c’è. Poi è chiaro che se non ci sono clienti i bar, i ristoranti e i negozi tendono a chiudere, ma è un gatto che si morde la coda. L’ente pubblico ha fatto la sua parte creando le condizioni quadro affinché potessero prosperare, portando avanti per esempio interventi milionari per riqualificare il centro. La spinta ora dovrebbe arrivare un po’ anche dai privati».

Traffico: problema perenne

Si è citato il traffico. Quanto incide sull’attrattività della cittadina di confine? «È 16 anni che sono in Municipio – sottolinea Pantani – e sono 16 anni che sento parlare della viabilità difficoltosa a Chiasso. Siamo in un periodo importante per quanto riguarda i cantieri, soprattutto quello davanti alla stazione (che ancora una volta modificherà la viabilità). Sono scelte fatte una ventina di anni fa, approvate dall’allora Municipio e dal Consiglio comunale, e che trovano concretezza solo ora». E poi c’è il cronico problema dell’autostrada congestionata. «Ma non possiamo fare molto. Io per esempio sono una fautrice della terza corsia anche da Mendrisio a Chiasso. L’atout per contro è essere facilmente raggiungibili con il treno, e devo dire che è una condizione essenziale da parte degli imprenditori che decidono di stabilirsi da noi». Ma, sembra dire il sindaco Arrigoni, non tutto il male vien per nuocere. «Il traffico ci sfavorisce, ma ci sono gestori patrimoniali e fiduciarie che si stanno spostando da Lugano a Chiasso proprio per via del traffico. Per loro, soprattutto se hanno clientela o personale che viene da Sud, è più comodo».

Doppio sì all’aggregazione

Su un tema sindaco e vicesindaco si sono dimostrati completamente allineati: l’aggregazione. È giunto il tempo di convincere i Comuni vicini e dar vita a una vera città? «Tutte le forze politiche di Chiasso – ha sottolineato Arrigoni – concordano, ma per fare un’aggregazione bisogna essere almeno in due. Dall’altra parte notiamo scetticismo, anche se ad essere contrari sembrano essere più che altro i Municipi, non tanto le rispettive popolazioni. Comuni che hanno finanze sane, ma che stanno bene economicamente anche perché la maggior parte dei costi sono a carico del centro. Una situazione che non può durare a lungo». Arrigoni non esclude che, in questi 4 anni, si arrivi a una votazione consultiva. «In ogni caso in tanti hanno preso il pretesto del Comune unico del Mendrisiotto, proposto dal Cantone, come scusa per non far nulla». Cosa ne pensa Roberta Pantani? C’è stato su questo punto un errore strategico da pare del Dipartimento delle Istituzioni e del consigliere di Stato Norman Gobbi? «Direi più che altro che è mancato il coraggio di osare. Il coraggio di scardinare gli pseudoaccordi che c’erano con i Comuni attorno». Creare una città nel Basso Mendrisiotto, per la vicesindaca, è dunque «più importante che salvare cadreghe politiche e finti campanilismi».

 

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